Il Grande Ingegnere, ormai vecchio e stanco, creò le anime per controllare le leggi dell’Universo al suo posto. Creò con esse un’organizzazione sociale ben strutturata, attribuendone a ognuna un compito infinitesimo, così da non poter da sola sconvolgere l’equilibrio globale. Col trascorrere del tempo, però, le Anime, logore dal medesimo compito, deperivano prima… per morire poi.
Ne creò altre e altre ancora ma il risultato fu sempre lo stesso. Dopo un’eternità di tentativi e sull’orlo della rassegnazione scoprì che le Anime si rigeneravano con due elementi che nel suo laboratorio non aveva mai utilizzato prima per via della loro instabilità: le emozioni e le esperienze.
Provò con una manciata di Anime in stadio terminale e i risultati gli diedero ragione, queste però una volta rigenerate risultavano imprevedibili e avverse alle leggi dell’Universo.
Conscio del rischio che avrebbe corso se tutte le Anime avessero disobbedito alle leggi dell’Universo decise che sarebbe stato sufficiente una somministrazione infinitesima, tanto da tenerle in vita.
Per fare questo creò l’Altromondo. Le Anime, troppo delicate per quell’ambiente, avevano bisogno di un involucro per entrare a contatto con i due elementi; dopo innumerevoli tentativi, il genere umano si dimostrò quello più adatto.

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